SILVIO COIANTE. PERFORMANCE • THE TEAR

 

La Galleria La Nuvola di Via Margutta ospita, Sabato 2 Marzo 2024 alle ore 18, la performance di Silvio Coiante (Roma, 1982): THE TEAR. L’esibizione, a cura di Alice Falsaperla, consiste nella realizzazione ad hoc di un’opera dalle grandi dimensioni all’interno degli spazi storici della Galleria. Coiante è un artista contemporaneo, formato tra Roma e Londra, attivo a Colonia, che pone come prassi compositiva la tecnica del papier collé («carta incollata»). Come suggerisce la terminologia francese, essa prevede la realizzazione dell’opera d’arte mediante l’accostamento di pezzi di carta incollati su un supporto, anch’esso in carta.

In un primo momento, Coiante si avvale di un personale “diario iconografico”, tratto da molteplici contesti che l’autore elabora nel tempo. Egli attinge a fotografie proprie, del web e della storia, sintetizzandole in una singola fisionomia, impattante e insolita. A seguito di questa raccolta d’immagini, l’artista recupera l’elemento manuale eseguendo un bozzetto, su carta o su tela, fino a sperimentare la tecnica dell’assemblaggio, dove avviene una contaminazione figurativa: il digitale si compenetra alla mitologia, lo storico confluisce nel contemporaneo. La carta, prima dipinta, poi strappata e, infine, sovrapposta su un telaio di legno, diviene il fulcro di una creazione in cui si susseguono piani sequenziali e contrasti tonali.

L’opera di Coiante sembra alterare l’idea della rappresentazione figurativa tradizionale: invece di cogliere le forme del mondo, l’immagine si compone dei “frammenti prelevati dal reale, di quegli angoli di materia che già esistono col loro significante”, delucida Alice Falsaperla. «Lo strappo diventa l’interferenza tra la precisione e la casualità del gesto», specifica l’artista, facendo luce sul dualismo tra “la regola” e la negazione di essa all’interno della sua produzione. Qui, l’elemento aleatorio si manifesta due volte: nell’azione dello strappo e nel superamento accidentale del colore, che va oltre l’immagine, giungendo fino al contorno che la “impagina”.

Nel primo caso, l’artista decide di lasciare i segni bianchi e irregolari degli strappi, come “terre di confine” poste a connotato della sua indagine espressiva. Nel secondo caso, il bordo si fa emblema dell’“errore”, elemento-chiave anche nella ricerca artistica internazionale tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Settanta, che pone oggi in dialogo il rigore grafico all’urgenza emotiva. In occasione della performance di Silvio Coiante, il pubblico non solo potrà assistere in situ alla metodologia che configura il processo compositivo delle sue opere, ma anche accedere ad una ricercata selezione di esse.

La mostra, visitabile fino al 12 Marzo, si compone di un binomio tra rappresentazione classica e ritratto contemporaneo, connesso in un unico spazio liminale.